NARRATIVA PER ADULTI
Bestiole e bestiacce : sedici storie cattive / David Sedaris Collocazione: N SEDA
L’antichità ha avuto Esopo e Fedro, e il Settecento ha avuto La Fontaine; da secoli le fiabe di animali sono uno degli strumenti usati dai grandi scrittori per ritrarre la fauna più bizzarra e stupefacente che ci sia: quella umana. Tutto il colorito e inesauribile universo dei molti vizi e delle (pochissime) virtù umane è stato rappresentato alla perfezione da storie come quelle della cicala e della formica, o della volpe e dell’uva, che ormai fanno parte del patrimonio universale di ogni lettore che si rispetti. E allora chi meglio di David Sedaris poteva mettere alla berlina i mille comportamenti, ora miserabili, ora assurdi, ora puramente stupidi che fanno parte del desolante (e irresistibile) panorama delle relazioni personali di oggi? Diete, ossessioni, fobie, animali che vanno in vacanza o in prigione, che litigano e che si adorano, amicizie che si rompono, rapporti familiari pieni di problemi e guai: il quadro che ne viene fuori è assolutamente e gioiosamente sconfortante. Come tutti gli umoristi, Sedaris è un conoscitore dell’animo umano e la morale dei suoi racconti non si limita a essere una sulfurea condanna senza attenuanti delle nostre innumerevoli follie, ma diventa una spassosa discesa alla scoperta degli inferi che ciascuno di noi porta dentro di sé.
A nome tuo / Mauro Covacich Collocazione: N COVA
Si comincia con un viaggio per mare. C’è una nave militare che risale la costa dall’Albania a Trieste, sulla nave uno scrittore che lungo quell’Adriatico smagliante ripercorre la storia imperfetta e dilaniata di tutte le vite di frontiera. Nascosta in cabina trova una capricciosa compagna di viaggio, eccitante come una fantasia. Lui si è imbarcato quasi per caso, recalcitrante “ambasciatore di cultura” nei paesi della costa orientale. Lei scappa e ricompare, lo attira e lo intrappola. Vuole una storia, vuole la sua. Il tema dell’identità, triestino quant’altri mai, è il vero nucleo di questo libro. Declinato in una storia avvincente – anzi due – si manifesta in tutta la sua complessità. Da dove veniamo, che lingua parliamo, cosa mostriamo di noi, come ci raccontiamo a noi stessi e agli altri. Se alla fine quello che ci cattura è un vertiginoso gioco di specchi, è perché lo scrittore è un prestigiatore. Nasconde le mani mentre seguiamo il volo della colomba. Oppure mostra le mani per dire: guarda, questa è la mia magia. Non c’è scrittore in Italia oggi che più di Mauro Covacich abbia scelto questa seconda strada. Seguire le tracce del suo percorso letterario significa davvero fare un viaggio dentro la finzione, per osservare la scrittura nel suo farsi e in filigrana la vita che scorre fuori e dentro i margini del foglio.
GIALLI
Il perfezionista / Herve Le Corre Collocazione: NG LeCOR
“Non è bene che tutti leggano le pagine che seguono; solo pochi potranno assaporare questo frutto amaro senza rischio.” Così si aprono “I canti di Maldoror”, opera maledetta del conte di Lautreamont, pubblicata nel 1869. Un poema in prosa intriso di male e di violenza, impastato di sangue e umori maligni. Poco dopo la pubblicazione, una serie di atroci delitti insanguina Parigi. Le vittime sono ragazzini biondi, giovanissimi, tutti morti per sventramento. L’assassino mette in pratica le gesta efferate di Maldoror, eroe malvagio dei “Canti”, ma questo ancora nessuno lo sa: è una raffinatezza da investigatori che la polizia non ha, in una città incendiata da focolai di ribellione. Quando il giovane Etienne, in place Vendóme, si trova faccia a faccia con l’omicida che ha appena commesso un delitto, la faccenda si complica. Perché ora lui è l’unico testimone, e in più ha in mano – non si sa come – il taccuino dell’uomo. La sua vita è in pericolo. In una Parigi stretta tra fermenti di rivolta e il nemico prussiano alle porte, il gioco è nelle mani dell’assassino e chiunque gli si avvicini non ne esce indenne. Una discesa nei meandri di una Ville Lumière cupa, tra bettole fumose, case di piacere, conciliaboli di intellettuali in preda all’oppio e riunioni carbonare, con un protagonista perversamente moderno, serial killer ante litteram, un misto tra “Seven” e “Il silenzio degli innocenti”.
Il peccato dell’angelo : romanzo / Charlotte Link Collocazione: NG LINK
Per la prima volta da quando si era trasferita in Germania, Janet Beerbaum si sente diversa: libera, senza passato e senza futuro, senza vincoli e impegni. Il suo viaggio nel Kent finalmente la fa sentire a casa, nel suo ambiente e con la gente giusta. Ritrovare a Londra Andrew, l’ispettore di polizia di cui era da sempre innamorata, la farà sentire, dopo tanti anni, una donna ancora in grado di amare e di essere amata. Eppure Janet sa di avere delle grosse responsabilità nei confronti della famiglia che ha creato, verso Phillip, suo marito, uomo mite e sempre disponibile, e verso Mario e Max, i suoi affascinanti e inseparabili gemelli, che però le causano non poche preoccupazioni… Andrew non può aiutarla, né può indagare sulle cause che l’hanno spinta a ritornare da lui: qualcosa gli impedisce di comprendere qual è il tipo di relazione in cui ora Janet lo vuole coinvolgere, ma il suo istinto di poliziotto e la sua ostinazione gli suggeriscono di indagare a fondo. Qual è il segreto di Janet? Da che cosa sta scappando? Perché appare cosi turbata quando lui le racconta dell’assassino che ha catturato e che sta per essere processato? E, soprattutto, quando viene a sapere che Mario è in Provenza in vacanza con la sua ragazza, l’equilibrio che Janet si era imposta comincia precipitosamente a frantumarsi. Un turbine di eventi sconvolgerà la vita di tutti, il passato tornerà imperioso a saldare i conti, ma fino a che punto Janet si spingerà per salvaguardare le persone che ama veramente?
SAGGISTICA
Colti sul Fatto. Nani e pagliacci, muffe e lombrichi di fine regime sul «Fatto Quotidiano» / Marco Travaglio Collocazione: 945.093 TRA
Il 23 settembre 2009 esce il primo numero del “Fatto Quotidiano”, un giornale che si caratterizza subito per la sua libertà e indipendenza dai poteri forti e deboli, dai partiti vecchi e nuovi, oltre che per la sua intransigente ricerca della verità e della giustizia. È una scommessa nella quale ha creduto forse più di tutti – insieme al direttore Antonio Padellaro – Marco Travaglio, uno dei fondatori e soprattutto uno degli editorialisti di punta. I suoi articoli in prima pagina sono precisi e documentati atti d’accusa, sorretti da una devastante forza satirica. Come scrive nella prefazione Barbara Spinelli, Colti sul Fatto “narra un pezzo di questa storia italiana, che appunto è storia criminale e noir essendo tempestata di leggi ad personam, di giornali e giornalisti che non fanno il loro lavoro cui sono chiamati, della privatizzazione del nobile e rischioso compito che è la politica. Il filo conduttore che lega i testi è il rispetto dei fatti, la lotta contro le verità (e le falsità) ridotte a opinioni (…). Grazie a Travaglio, siamo in grado di percepire ancor meglio e di temere quella che Hannah Arendt chiamava defattualizzazione della realtà”.
Carta straccia : il potere inutile dei giornalisti italiani / Giampaolo Pansa Collocazione: 075 PAN
“Carta straccia” non è un pedante trattato sui media. È un libro carogna, un racconto all’arma bianca, sornione e beffardo, pieno di ricordi. Mette in scena una quantità di personaggi, tutti attori di una recita alla quale ho partecipato anch’io: l’informazione stampata e televisiva, di volta in volta commedia o tragedia. Sono un signore che ha trascorso cinquant’anni nei giornali, lavorando in molte testate con incarichi diversi. Che cosa ho capito della mia professione? All’inizio pensavo che avesse la forza di un gigante, in grado di vincere su chiunque. Poi ho cambiato opinione: in realtà, il nostro è un potere inutile, serve a poco, non conta quasi nulla rispetto a quello politico, economico e giudiziario. Il perché lo spiego in “Carta straccia”. Dopo un’occhiata al passato, la mia prima macchina per scrivere e l’apprendistato ferreo imposto da direttori senza pietà, vi compaiono i capi delle grandi testate di oggi. E i misfatti delle loro truppe. La faziosità politica dilagante. Gli errori a raffica. Le interviste ruffiane. Le vendette tra colleghi. Lo schierarsi in due campi contrapposti, divisi da un’ostilità profonda. Il centrodestra, dove si affermano Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri, con le campagne di stampa condotte senza guardare in faccia a nessuno. E il centrosinistra, dominato dalla potenza guerrigliera di Ezio Mauro e dalle ambizioni politiche di Carlo De Benedetti, nemici giurati di Silvio Berlusconi”. (Giampaolo Pansa).
GRANDI CLASSICI
Memorie di Adriano seguite dai Taccuini di appunti / Marguerite Yourcenar Collocazione: N YOUR
L’imperatore Adriano ha 62 anni e, sentendo avvicinarsi la morte, scrive una lunga lettera al giovane Marco Aurelio per raccontargli la propria vita. Evoca la giovinezza, i viaggi, le conquiste. L’incontro con Antinoo illumina la sua vita di una singolare passione, ma Antinoo si uccide e Adriano si sente un sopravvissuto per il quale ogni cosa ha “un volto deforme”. Il suo senso dello Stato ha comunque il sopravvento, mentre le forze incominciano ad abbandonarlo e subentra la malattia che lo avvicina alla morte. La sua lettera a Marco Aurelio si conclude così: “Cerchiamo d’entrare nella morte ad occhi aperti”.
PER I PIU’ PICCOLI
Abbaia, George / Jules Feiffer Collocazione: RN 06 FEI
Che succede a George? Invece di abbaiare miagola, starnazza, grugnisce… Il veterinario riuscirà a fare qualcosa per lui? Età di lettura: da 3 anni.
La passeggiata di un distratto / Gianni Rodari, Alistar Collocazione: RN 06 ROD
Lo si chiede spesso, ai bambini distratti: “Ma dove hai la testa?” E le loro mani scattano a controllare che la testa sia al suo posto, sopra il collo. Gianni Rodari immagina cosa accade a un bambino molto distratto che dimentica in giro braccia, naso, piedi. Quest’album è tratto da una storia brevissima (una delle celebri “Favole al telefono”). Le illustrazioni di Alistar hanno il potere di amplificare il racconto, di farlo gustare ai lettori secondo più registri. Mentre i bambini rimangono incantati dai colori delicati e dalle situazioni divertenti nelle tavole, gli adulti vi leggono echi degli anni Cinquanta e di Carosello: scoprono che questa favola universale è in realtà legata a un momento preciso della recente storia italiana. “La passeggiata di un distratto” è album che si può usare in molti modi: è una storia divertente da leggere ad alta voce, si presta a mille giochi da fare con i bambini, è un grande racconto illustrato e anche un omaggio rispettoso a un Paese che non c’è più, e che poco tempo fa era il nostro. Età di lettura: da 4 anni.
DAI 12 ANNI IN SU
L’ alfabeto del silenzio / Konigsburg E. L. Collocazione: RN 16 FON
Mercoledì 25 novembre: Branwell, un ragazzino muto, chiama il pronto intervento perché Nikki, la sua sorellastra, sta male. Ma lui non può parlare con l’operatore e quando la governante spiega ai medici che Branwell ha violentemente spinto Nikki, la bambina viene ricoverata d’urgenza in ospedale e Branwell rinchiuso in un centro specializzato di recupero. Per fortuna c’è Connor, il suo migliore amico. Età di lettura: da 11 anni.

grazie bellissimi consigli! Buona estate
ne prenderò un paio, grazie
Buona estate!
Ho salvato I nostri consigli di lettura per l’estate!! | Biblioteca Shahrazà d tra i preferiti!